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Bagno nel sottotetto: e la finestra?

Home is where i want to be
Pick me up and turn me around
I feel numb, born with a weak heart
I guess I must be having fun.
The less we say about it, the better
We’ll make it up as we go along
Feet in the ground, head in the sky…

A casa è dove voglio essere
Prendimi e girami
mi sento intontito, brucio con un cuore debole
Mi sa che mi sto divertendo
Meno ne parliamo meglio è
Ce lo inventeremo strada facendo
Piedi per terra, testa per aria
(Talking Heads, This Must Be the Place)

 

Casa è dove si vuole vivere. A volte un posto da reinventare. E sfruttare tutti gli spazi di una casa, sottotetto compreso, diventa una soluzione necessaria quando la famiglia cresce o c’è bisogno di creare una stanza in più.

In quello che solitamente viene utilizzato come magazzino dove depositare e conservare oggetti, vestiario, libri, documenti e giocattoli, è possibile ricavare uno studio, una camera da letto o una sala giochi. E con alcuni lavori – e relative autorizzazioni – si può anche realizzare il bagno di servizio.

Le autorizzazioni ed i regolamenti per una finestra in mansarda

La creazione di un bagno nel sottotetto è un intervento di riqualificazione edilizia e, come tale, è generalmente consentito dalla maggior parte dei Comuni. A patto che gli ambienti rispettino determinati requisiti come l’altezza, la superficie calpestabile, l’aerazione e un’adeguata illuminazione. Una volta verificato allo Sportello unico dell’edilizia del proprio Comune, o dal geometra di fiducia, che è possibile aprire una finestra sul tetto nel quartiere in cui si abita, si procede con la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), che da tempo sostituisce Dia e Super Dia. Se il titolo edilizio lo richiede, o se il Comune dispone di regolamenti più restrittivi, occorrerà invece un vero e proprio Permesso di costruire.
Altra cosa importante: se il tetto è condominiale, è buona regola chiedere il permesso all’assemblea del condominio, e se l’apertura della finestra serve per favorire il cambio di destinazione d’uso della soffitta, allora il voto dell’assemblea deve essere unanime.

A questo punto il geometra a cui è stato dato l’incarico può presentare la segnalazione di inizio attività al Comune. Con la Scia è possibile realizzare:

  • la manutenzione straordinaria sulle parti strutturali degli edifici;
  • il restauro e risanamento conservativo sulle parti strutturali degli edifici;
  • una ristrutturazione edilizia che non comporti modifiche alla volumetria, al cambio di destinazione d’uso degli edifici nei centri storici e al cambio di sagoma degli edifici sottoposti a vincolo.

La maggior parte dei regolamenti regionali stabilisce per i locali sottotetto da adibire a bagno un’altezza media ponderale di 2,20 metri. Affinché sia autorizzata la permanenza di persone, il sottotetto deve inoltre disporre di finestre o lucernari in grado di assicurare il rispetto di determinati rapporti aeroilluminanti: solitamente i regolamenti comunali indicano che la superficie totale di vetrata apribile deve essere pari a 1/8 della superficie del locale.
Entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori, dovrà essere consegnata all’Ufficio tecnico o allo Sportello unico dell’edilizia del Comune la Segnalazione certificata di agibilità, che sostituisce il vecchio certificato di agibilità. Ora la nuova finestra per tetto fa parte a pieno titolo degli elementi caratteristici della casa o del palazzo, oltre che del “paesaggio” urbanistico.

Quanto contano aerazione e illuminazione nel bagno del sottotetto

Nell’immaginare la nuova finestra si saranno già fatte alcune scelte: come i colori, i materiali, il tipo di finestra, che può essere progettata e realizzata anche su misura, a
seconda dello spazio a disposizione. Un posizionamento intelligente dei serramenti in un sottotetto può contribuire al potenziamento della ventilazione naturale, molto importante in un bagno.
L’inserimento di finestre apribili ha infatti il vantaggio di raccogliere la luce dall’alto e poter sfruttare il cosiddetto “effetto camino”, il meccanismo che permette all’aria
calda di salire. D’estate, quando la temperatura è più alta, per evitare il surriscaldamento della stanza è possibile dotare la finestra da tetto di schermature solari esterne. Infine, per sfruttare al meglio l’illuminazione, è consigliabile arredare il bagno con pavimenti e rivestimenti chiari, o altre tonalità da abbinare a quelle della finestra.

La soluzione proposta da Emica e le caratteristiche tecniche della finestra

Le finestre da tetto Emica possono essere in legno o in alluminio, con colori anche personalizzabili ed assicurano un buon isolamento termico. Questo perché i vetri utilizzati per realizzare gli infissi hanno ottimi parametri tecnici e coefficienti di trasmittanza termica. Lo spessore e la tipologia dei vetri variano in base alle zone climatiche in cui viene installata la finestra. A prescindere dal tipo di isolante utilizzato per rendere più vivibile il sottotetto, la valutazione sul clima del territorio e sull’esposizione del bagno da parte degli esperti di Emica è indispensabile per scegliere il modello di finestra più adatto. Un’ulteriore assicurazione di qualità offerta da Emica è data dalla scelta di utilizzare esclusivamente vetri Saint Gobain Climalit, che godono di una garanzia di 10 anni.
Nel bagno da realizzare in un sottotetto, una finestra della linea Habitat modello standard, con apertura a vasistas, può rappresentare la giusta soluzione per non creare fastidiosi ingombri derivanti da una apertura a bilico.

Immagina ora di essere di sopra, nella soffitta.
E di poter godere di quel bagno in più che tanto servirebbe in casa.
E mentre ti prendi uno spazio per te, ammiri cosa fa il mondo fuori.

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